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Nome: Cavalieri Mauritaniani
L'aggregazione "Cavalieri Mauritaniani" è un gruppo di amici,senza scopo di lucro, che hanno in comune la passione per il cavallo e per l'equitazione da campagna.
"Un nuovo modo di vita dove potrai mettere le tue conoscenze ed esperienze per migliorare e proteggere l'ambiente in cui viviamo"!!!
Album fotogafico:



Album fotofrafico:
| Da passeggiata a cavallo |
Polvere Sudore Fatica
MA IL DIVERTIMENTO E' ASSICURATO

Album fotografico:
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| uscita a cavallo |

Album:



Se è vero, come è vero, che il cavallo è l'espressione di una cultura e di un territorio, il Puro Sangue Orientale è il perfetto rappresentante della sicilia, terra da cui proviene e nella quale si è sviluppato nei secoli. I miti raccontano che fu la dea Demetra a donare alla Sicilia, insieme al frumento e all'orzo, anche il cavallo e che fu Trittolemo, colui che per primo li ammaestrò e li attaccò all'aratro...
Leggende a parte le prime notizie storiche sull'impiego agonisticodei cavalli trovano origine proprio in Trinacria, cioè in Sicilia, e risalgono al XIV sec. a.C.! Diodoro Siculo, nei suoi scritti riferisce infatti di "Ludi ginnigi ed equestri" che costituiscono la più remota memoria storica di corse di cavalli.
Ancora molto più antichi, invece, sono gli elementi preistorici attestanti la presenza del cavallo nell'isola. Le incisioni ruprestri nella grotta di Niscemi, sul monte Pellegrino di Palermo risalente al Mesolitico (VI millennio a.C.). Le raffigurazioni dei bassorilievi di Imera (V sec. a.C.) e dal frammento del tempio "Mulino a vento di Gela" (I metà del V sec. a.C.) che hanno permesso l'acquisizione di informazioni affidabili sulle caratteristiche del cavallo esistente già allora in Sicilia, come le numerose monete puniche risalenti al III sec. a.C. Questi reperti mostrano un tipo di cavallo dal profilo diritto e leggermente convesso, la testa molto armonica, proporzionata rispetto al resto del corpo, con grandi occhi espressivi ed ampie e frementi narici. Il petto si presenta largo e muscoloso, le coscie potenti, il garrese pronunciato e asciutto, il dorso leggermente insellato con una groppa lunga e larga che termina con una coda con crini lunghi e folti attaccata in alto. Gli arti hanno tendini ben disegnati , asciutti e robusti, per un'impressione complessiva di potenza e armonia... insomma, si tratta sicuramente del precursore, se non antenato del Puro Sangue Orientale di oggi.
In Sicilia è sempre esistito un cavallo nevrile e di pregio; se però una data deve essere indicata, questa coincide con l'arrivo degli arabi nell'827 d.C.. Si narra, infatti, che questi sbarcarono in Sicilia circa 10.000 fanti e 10.000 cavalli, probabilmente siggetti Berberi che a loro volta dettero origine ad una intensa attività allevatoriale. La spiccata cultura equestre degli arabi che si stabilirono in Sicilia per tre secoli, influenzo notevolmente il patrimonio equino isolano. Da allora la fama dei cavalli orientali della Sicilia andò sempre crescendo e il considerevole patrimonio venne apprezzato anche dalla successiva dominazione normanna che, con l'incrocio tra sangue arabo e nordico, contribuì alla creazione di un cavallo con la distinzione propria dell'orientale ma con diametri trasversi e circonferenza toracica importante. Nel 1864 fu infatti costituito a Catania il deposito cavalli stalloni e da quel momento cominciarono le importazioni di riproduttori orientali provenienti dalla Siria e dalla Mesopotamia. In precedenza, allevatori siciliani, e in particolari i Baroni Grimaldi di Nixima, introdussero nell'isola pregevoli riproduttori di provenienza orientale, mentre non vanno dimenticati gli stalloni arabi ricevuti in dono dalle zone d'origine della casa regnante e poi dati in uso al deposito stalloni di Catania. In ogni modo le importazioni preferirono sempre soggetti orientalli di Puro Sangue del tipo robusto, in linea con l'obiettivo zootecnico che si voleva raggiungere, cioè la produzione di un cavallo che, asprimendo contemporaneamente massa e velocità, avesse anche notevoli caratteristiche di rusticità e resistenza.
Testa al vento, narici dilatate e corpo fremente: questo è il PSO, diretto discendente dell'Arabo.

BUON NATALE
A TUTTI
DAI
CAVALIERI MAURITANIANI
